Maledimiele, quando il troppo di tutto diventa troppo di niente

Il poster di Maledimiele

Esce in questi giorni su iTunes la colonna sonora di un film che sta facendo molto parlare di sé in Italia, Maledimiele di Marco Pozzi, prodotto dalla 3per, società milanese al suo primo lungometraggio. Un film sull’anoressia, dicono i media. Un film sull’adolescenza, spiega il regista.
E sul volere fare un film sull’adolescenza Marco Pozzi insiste, su quel momento “in cui sei sospeso fra il non-più e il non-ancora”, dice. Perché allora proprio l’anoressia? Perché, dice, è un sintomo di un problema più ampio, che colpisce l’intera società attuale. “L’anoressia è sempre esistita, c’è anche uno studio in cui sono stati analizzati i comportamenti alimentari di diverse sante medievali italiane, e hanno trovato la totale corrispondenza con i sintomi anoressici. Questo saggio si intitola Santa Anoressia“. Ma che cosa è cambiato nell’ultimo decennio, e ancor più nell’ultimo quinquennio?
La malattia, poi, sta diventando strana, continua Marco Pozzi: “Ci sono anche casi di bambini piccolissimi, addirittura di un anno, di due anni, che presentano sintomi compatibili con il quadro anoressico. E ci sono tantissime donne adulte, tra i 30 anni e i 35 anni, che apparentemente non hanno mai avuto disturbi e che iniziano a mostrare problemi e disturbi del comportamento alimentare. È inevitabile, con le premesse che ho detto prima”.
Ma se l’anoressia deriva dal contesto sociale, allora non è una malattia che si può combattere da soli. E qui entra in gioco la famiglia, con tutte le sue responsabilità ma anche con tutte le sue potenzialità.
Un altro elemento tipico del nostro tempo è la rivoluzione digitale.
Attualmente Maledimiele è in proiezione in diverse sale italiane, fra cui il Mexico di Milano, dove sarà fino a mercoledì in proiezione speciale ogni sera alle 22.30. Da qualche giorno è possibile vederlo a Monopoli e il 3 luglio sbarcherà a Bari. È stato però lanciato anche un progetto di presentazione nelle scuole, cui il regista tiene molto e che gli sta dando grosse soddisfazioni.
Marco Pozzi

Marco Pozzi, regista di Maledimiele

In effetti, stando a quel che racconta Pozzi, questo film sta riuscendo là dove stanno fallendo le autorità, che cercano di contrastare il potere della rete con strumenti inadeguati, creando siti in cui si limitano a spiegare i danni provocati dall’anoressia, e mancando completamente l’obiettivo.
Ma se questo film, che ha anche vinto premi in Italia (alla Mostra del Cinema di Venezia) e in Francia (al Festival del Cinema Italiano di Annecy) e che proprio in Francia, sembra, potrà avvalersi di un grosso distributore, ha tanto successo e un tale effetto dirompente, perché in Italia esce solo ora, a due anni dalla realizzazione?
Che Maledimiele piaccia o no, la differenza tra l’Italia e la Francia o altri paesi europei è indiscutibile. Le produzioni indipendenti faticano a trovare uno sbocco nel Bel Paese, soprattutto quando a realizzarle sono giovani produttori, un argomento che abbiamo trattato in uno degli ultimi episodi di Generation Y. In quell’occasione, a complemento dell’episodio, abbiamo intervistato Martha Capello, presidente dell’Associazione Giovani Produttori Cinematografici, a cui abbiamo chiesto che cosa sia cambiato o stia cambiando con i tagli al cinema che la crisi ha provocato in alcuni paesi, fra cui l’Italia.
Rimane la grande domanda: che cosa significa il titolo “Maledimiele” e come nasce? Marco Pozzi ha svelato l’arcano a Generation Y.
Le musiche della colonna sonora sono di Claudio Pelissero, che ci ha gentilmente fornito questo campione, un assaggio breve ma intenso.
Alla fine di questa chiacchierata, vi è venuta voglia di vedere il film oppure no? Forse manca ancora qualche elemento per decidere. Il trailer, per esempio.  Eccolo qua.
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